La Nanda

La Nanda è una bella e simpatica signora di 88 anni. Da giovanissima è venuta a Roma dalla natìa Salsomaggiore per il più bello dei motivi, l'amore. Si era innamorata di un bel romano, il Nando, con il quale ha trascorso una vita intera. La Nanda, che è un'ottima cuoca, di quelle di una volta che fanno tutto a mano, che fanno vivere la tradizione e dalle quali hai tutto da imparare, ha portato con sé dall' Emilia Romagna delle succulenti ricette che ci racconterà di tanto in tanto. Tutti sanno che ad Ostia Antica, seconda patria dei Romagnoli, si custodiscono, attraverso la comunità residente, i valori di un grande patrimonio di tradizioni gastronomiche che con La Nanda vogliamo contribuire a ricordare.

Che La Nanda possa tramandare il suo sapere perchè noi possiamo tramandarlo ai nostri figli.
LA NANDA è contattabile solo attraverso il nostro sito. Eventuali richieste e/o commenti vanno indirizzati alla e-mail del ristorante.


Le polpette di bollito

 

Qualche giorno fa, preparavo le polpette con carne di manzo bollita, cardi lessati, parmigiano, pan grattugiato, due uova, sale e pepe. Ho terminato l'impasto, modellato le polpette e le ho sistemate in un piatto. Prima di friggerle le ho lasciate riposare un bel po', così si rassodavano e si amalgamavano bene. Ho pensato che il riposo delle polpette assomiglia molto a quello che succede nella mente quando elaboriamo le idee. Le idee sono il risultato di esperienze, riflessioni, suggestioni...tanti 'ingredienti' che messi insieme producono pensieri nuovi.

Ma prima che ciò accada è utile far riposare quegli 'ingredienti', dargli tempo di depositarsi e amalgamarsi. 

Quindi il riposo delle polpette è proprio come quello dei pensieri; dopo un po' vengono meglio.

 

 Picaja ripiena

 
Quel giorno mamma voleva cucinare la “picaja ripiena”, per festeggiare il mio settimo compleanno;  io non capivo come poteva riempire una “picaja”,  che in dialetto salsese significa una striscia di tela qualsiasi, un pezzo di fettuccia o spago.
Per aiutarla mi sono messa alla ricerca di queste “picaje”ed alla fine il mio sguardo è caduto sui tiranti delle tende, in un lampo li ho tagliati; la parte finale aveva i pon-pon ed era la più bella.
Li ho portati a mamma come se fossero fiori.
Lei mi ha guardato con gli occhi severi ma sulla bocca aveva un accenno di sorriso mentre io, trionfante, le dicevo “adesso mamma farai la picaja ripiena con i pon-pon!”
Ecco la ricetta:
1kg di punta di petto di vitella che può essere sostituita dalla scorza di pezza o campanello
Per il ripieno:
2 etti e mezzo di parmigiano
1 etto e 25 di pangrattato
1 etto di mortadella tritata
2 o 3 spicchi di aglio interi
2 o 3 uova per l’impasto che non deve risultare duro
Mezza noce moscata
Poco sale e pepe.
 
La carne deve essere tagliata dal macellaio, si riempie la tasca con il ripieno  e si cuce

con ago e filo.
Poi si mette sul fuoco e si cuoce come un normale arrosto.

Si affetta fredda, non troppo sottile
E' buonissima anche lessata.